pollo al curry

E’ passato 1 anno con il samper, stasera si festeggia con il pollo al curry.

Il pollo al curry è un piatto tipico della tradizione gastronomica orientale, soprattutto dell’India dove viene consumato insieme ad un contorno di riso, che sostituisce il pane. Il curry, come erroneamente si pensa, non è una spezia, ma un insieme di varie spezie e aromi dal sapore deciso come la paprika, lo zenzero, il pepe, lo zafferano, il peperoncino, che hanno fatto entrare di diritto il curry tra le sostanze afrodisiache. Il perchè di questa scelta così forte è dovuta soprattutto ad un fattore religioso: in India infatti, le varie religioni esistenti, non permettono ai propri seguaci di mangiare alcuni tipi di carne che includono quella di suino e quella di bovino. Per questo motivo, avendo a disposizione la carne dei volatili, gli Indiani hanno escogitato un metodo per renderla il più saporita possibile.

Ingredienti x 2 persone:
* Aglio 1 spiccho
* 1 Carota
* 1 Cipolla
* Curry 2 cucchiai
* 1 Mela
* Olio d’oliva
* mezzo Peperone
* Pollo mezzo petto grosso
* 2 Pomodori grossi e sodi pelati e tagliati a pezzi
* 1 Zucchina

La prima cosa da fare è sicuramente pulire e tagliare a pezzettini il pollo in modo da ottenere dei “bocconcini”. Mettete quindi il pollo a pezzetti in una padella dove avrete precedentemente fatto scaldare l’olio e fatelo rosolare per circa 20 minuti a fuoco basso. Salate e aggiungete un cucchiaio di curry mescolando il tutto per bene. Quando il pollo avrà raggiunto un bel colore ambrato, toglietelo dalla padella e mettetelo da parte. Sul fondo di rosolatura aggiungere 3-4 cucchiai di yoghurt bianco naturale e non zuccherato e fate appassire per 10 minuti la cipolla finemente tritata, aggiungete l’aglio tritato, il pomodoro tagliato a tocchetti. Unite il pollo  che farete stufare per circa 20 minuti bagnando ogni tanto con un pò d’acqua bollente (o brodo vegetale) per mantenere il sughetto abbastanza denso. Nel frattempo preparate le verdure: tagliate a rondelle le carote e le zucchine, il peperone a quadrotti e le mele a piccoli spicchi o a pezzettini. Trascorsi i 20 minuti, aggiungete le verdure, mezzo cucchiaio di curry, aggiustate di sale e fate cuocere per altri 20 minuti aggiungendo ogni tanto un pò d’acqua per mantenere il sughetto abbondante. Quindi, due minuti prima di fine cottura, aggiungete altro mezzo cucchiaio di curry mescolando il tutto per far si che l’aroma si amalgami con il resto degli ingredienti. Servite ancora caldo con un bel contorno di riso basmati bianco

il curry è considerato un potente afrodisiaco vista la sua composizione esplosiva e, per questo motivo questa ricetta rientra totalmente nella categoria delle afrodisiache che risvegliano i sensi, stasera si festeggia!!!

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il bolder mostra i muscoli …

mdebikes bolderDopo il primo post sul bolder … dopo averlo sfangato bene bene e pedalato anche con la neve, smontato da nudo eccolo riassemblato come si deve e pronto pe nuove entusiasmanti avventure… signori&signore, … the Bolder!!! Provato molto velocemente sabato mattina ai mitici Truc è semplicemente fantastico, stabile e aggressivo in discesa ma comunque pedalabile in salita a patto di avere gambe e fiato e andare con calma. Rispetto alla lista della spesa sono stati modificati i cerchi (con i Sun single track) e lo stem da 60mm, il deragliatore è shimano, cambio e manettini Sram X9, i pedali Holzfeller come quelli montati sul keeper e ho cambiato l’ammortizzatore con un nuovo Rockshock Monarch 4.2 high volume da 200 portanto l’escursione posteriore a 175mm per bilanciare i 160mm della Lyric. Le protezioni per gambe e gomiti sono arrivate e pronte per essere usate … sperando di non maltrattarle troppo … yesssssssssssssss!!!!

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crazytriathlon2k9

io e il karmark, blocco verde di pruaVestendo questa volta i colori dell’ASRivoli, io e il buon socio Karmark non ci siamo tirati indietro per questo storico appuntamento estivo organizzato magistralemente come sempre dal Boulder Bar. La formula era sempre quella consueta ovvero maggior numero di punti per coppia tra arrampicata su blocchi, bevute di birra e sfide al calcietto con la novità di un giro sulla slackline purtroppo annullato per la pioggia che ci si è messa di suo con qualche scroscio impedendo anche il concerto finale. E’ andata bene tutto sommato, 9° su 32 coppie (8° in arrampicata, 12° nella birra … non abbiamo esagerato con il bere trattenendoci parecchio) anche dopo l’eliminazione al calcetto al primo turno per “colpa” di quei malefici di frank e fernando che poi non sono andati poco lontano. Il karmark pur non scalando assiduamente di questi tempi ha dimostrato come sempre un’ottima tecnica da istructor mentre con qualche cinghialata sono riuscito altrettanto a tenergli botta … gran caldo però, dopo i primi 10 minuti di gara ero complemente marcio di sudore. Bella musica, bella gente e gentilezza consueta da parte degli organizzatori. bella li, gran divertimento insomma.

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non ho la moto …

ma ho lo spirito, basta?

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senza nuvole, devero bloc

deverobloc2k9Arrivo un pò in ritardo all’appuntamento con karmark, ci separano più di 250km dal raduno di Devero in una giornata che il meteo sembra graziare. Il viaggio è lungo e parliamo un po di tutto mentre risaliamo i tornanti tra Crodo e Baceno in direzione del parco. Siamo quasi i primi al parcheggio interrato stile “shopville legru” nonostante siano le 10 passate e di crashpad non ci sia traccia mentre andiamo a ritirare il pacco gara e ci incamminiamo verso i primi blocchi. Il parco è davvero stupendo, le lunghe piogge hanno reso l’erba di un verde brillante e nel cielo non c’è una nuovola nemmeno a pagarla, in tasca la mappa con una decina di sassi per circa una sessantina di passaggi. Pochi minuti dal parcheggio tra il torrente trasparente quasi irreale e tipiche casine in stile alpino e siamo già appesi sul primo 6a di riscaldamento al sasso tenebre, alto ma manigliato. Qualche climber ci raggiunge alla chetichella mentre posizioniamo il pad sotto una bella prua che ci impegna per qualche giro perchè prendere il bordo richiede una certa precisione; chi tallona, chi incrocia ma in tanti raggiungono il top. Dietro di noi i varesotti hanno trovato un passaggio alquanto duro ma provata solo la partenza ci convinciamo che alle 11 è troppo presto per sfondarsi le braccia. Ci spostiamo verso un altro masso insieme ad una coppia di quasidevero2k91-1 locals a provare 2 linee indicate da timide freccine, molto sporco e muschiato all’uscita, non vale farsi male da subito cercando a tutti i costi di uscire. L’organizzazione non ha lavorato molto in pulizia e ce ne accorgiamo anche al masso successivo quando incontriamo un gruppone intento a provare un bell’arete di cui non si intravede l’uscita. E’ l’1 e fa un caldo insopportabile ma giro dopo giro riesco a risolvere il chiave a metà blocco e da li in poi ci va solo coraggio per muoversi su buone prese molto sporche a 6 metri di altezza e con atterraggio sul suolo con qualche lastra aguzza e un enorme buco protetto malamente da 2 crash … meglio saltare giù finche si è in tempo e spostarsi poco più in la verso “la cantina”, un mini-orrido con una differenza di 10 gradi all’interno rispetto a prima. Qui ci aspetta un lungo traverso non banale e un bellissimo strapiombo a 45° con partenza davvero stradura e un’uscita aleatoria con il richio di sbattere il cranio sul terrazzino a mezzo metro dietro … pian piano il posto si riempie di climber in maglietta rossa a godere del refrigerio. Qualche tentativo, momenti di panico per qualche volo non controllato e poi riusciranno in 2 a chiudere il problema: la guida alpina locale (con la quale abbiamo scalato insieme per il resto del giorno) e un rasta armato di stereo e musica raggae. E’ una bella compagnia che si forma anche al masso dell’elettroshock (per la presenza di un enorme traliccio sulla cima) e al masso “innominato” a fianco dove in tutto vengono fuori altri 5 blocchi interessanti. Sono ormai le 17 passate … la voglia di birra liberatoria dell’arsusa e le braccia ormai mezzevuote portano le nostre gambe sotto il tavolo del bar … un po dispiaciuti per non poter continuare a provare altri passaggi e per la festa serale saltata. Sarà per la prossima volta!

Cosa mi è piaciuto: la compagnia, il verde dell’erba e l’anfiteatro del parco, la pulizia in genere, il sentirsi fuori dal tempo, il sole a palla in un cielo azzurro

Cosa non mi è piaciuto: il parcheggio (a pagamento), i sassi sporchi e poco curati anche in vista del raduno, e non sfruttati per  le potenzialità … la mancanza di qualhe linea importante su cui vale la pena provare, la roccia un po “anonima” dei blocchi che rimane una via di mezzo tra il gneiss e il granito, la onnipresente presenza di pali, cavi tralicci e via discorrendo che attraversano spesso gli spazi aerei

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