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3 blocchi con teuz
Finalmente riusciamo ad organizzare un’uscita su roccia, finalmente non ci troviamo solo al boulder bar per un saluto o per un triathlon e riusciamo a passare qualche ora insieme. Così incontro Teuz dopo anni di letture sui forum in un giorno di caldazza di luglio e libero da impegni saliamo alla ricerca del fresco verso pian neiretto, ci tenevo a farlo, ci tenevo a scalare con lui. “sei mai stato su?” chiedo tra una chiacchiera e l’altra “una volta con ale e poi più niente” “adoro pian neiretto” dico con una punta di orgoglio (e sentendolo quasi “mio”) ed in realtà è una valle che adoro così come la roccia e i passaggi che rufus&co hanno saputo valorizzare. Lasciamo il caldo a torino e con tutta calma tranne uno schizzatissimo pan (il bassotto amicone di teuz) ci dirigiamo verso il masso del superbo; pochi passaggi di riscaldamente conditi con po di tabacco e gli mostro la perla del masso. Dopo un lungo spiegone parte e lo stampa flash! “bellissimo!!!” mi fa “proprio dei bei movimenti” Sono contento anche se non arrivo oltre al primo lancio e scalo comunque leggero anche sul fratello del superbo che chiude al secondo giro. Non l’avevo mai provato prima perchè sembrava troppo;”fidati del tallone” mi incita mentre para il secondo volo anche se non stacco la sinistra dallo strart per i 2 giri poco convinti. Le dita cominciano a cantare e decido di accompagnarlo poco oltre alla mezzaluna rendendo giustizia all’apritore del passaggio. Pan si accoccola sulla tshirt usata come zerbino mentre puliamo alla grossa il blocco; solite spiegazioni grossolane questa volta perchè il blocco non l’ho mai realmente provato e teuz parte: tallona oltre bordo e lo cammina tranquillo fino a 3/4 dove accoppia, cambia piede, acchiappa con un forte sospiro il corno ed esce al primo giro. Rimango un pò li per li … vorrei chiudere i pad e portarlo al formicaleone ma comincia a fare buio. Una paglia e provo anche io e in 2 trance risolto con la stessa method tutto il bordo prima del chiave: accoppiare sul nulla (o quello che oggi mi sembra nulla) oggi è troppo nulla. Riproverò di nuovo perchè non ho + pelle e a furia di provare ho gratuggiato anche la caviglia… bello però, anche questo sembra li
un’iniezione di stimolo vedere scalare teuz leggero e senza patemi. una bella serata in buona compagnia. grazie, domani torno!
just in time
Un rapido giro con il samper al rifugio Barbara per la “prima” di stagione: pranzo di rito al rifugio (1 in 2, c’è davvero tanta roba) con polenta e toro stracotto, salsiccia speciale in umido e panna cotta, birretta. ottimo inizio per passare alla fase 2 del piano, lo svacco. Giornale alla mano cullato dal rumore del torrente e svaccato sul crashpad lascio tempo allo stomaco di digerire e purtroppo al sole di nascondersi dietro le nuvole. Il tempo di voltare pagina della stampa e una nebbiolina sale insidiosa da valle e decido che è il tempo di andare a dare 2 manate al vicino settore duplo, di tutto rispetto dal 5 all’8a! sistemo il pad su una splendida erbetta alpina e mi scaldo sui 2 quinti per niente banali; è un po viscido e la nebbiolina aumenta, ancora il 6a sul lato opposto (3 giri cacchio per chiuderlo!) e in un clima surreale approccio Pusher. Il pad è ben sistemato ma l’atterraggio non è dei migliori da questo lato; al primo giro mi scivola la svasa e collaudo l’atterraggio. Riparto, svasa di sinistro (stringo un pò), destro a una tacchina e alzo i piedi e guardo in basso ed è il momento di andare … alzo i piedi e ci provo e tengo il bordo di sinistro; accoppio e ribalto velocemente in preda al terrore. Quando torno a terra 2 goccie bagnano la mia testa rasata di fresco … just in time for a beer.
malizia o libertà?
Pedalando per il valentino di ritorno dal world naked bike ride ho incrociato un suora che,salutando una compagna, prendeva un sentierino ben segnato in mezzo al parco camminando lentamente con il vestito bianco svolazzante e morbido all’aria di temporale imminente. “che foto interessante” -ho pensato- guardandola da dietro ma poi indugio un pò e la pigrizia di tirare la macchina fuori dallo zaino e chiederle il permesso hanno avuto la meglio. Così proseguo e poco più avanti una coppia di fidanzati (? … mi piace + pensare al peccato di due amanti) si scambia effusioni non proprio “standard”. Mi fermo poco oltre mentre la suora sta sopraggiungendo e ho solo il tempo di accendere la compattina per un click diverso. Lei prosegue come se nulla fosse e io riprendo a pedalare
2 scatti al volo del naked bike ride organizzato quest’anno a torino: il comune inizialmente aveva dato l’ok immaginando un semplice raduno di amici e non considerando il termine naked; sabato scorso un articolo con una vena di ilarità e niente più; oggi ascoltando il tg scopro che è stato autorizzato ma solo in bikini. Che pagliacci, come se il nudo fosse per forza volgarità e che valga tutto ma non un pisello all’aria. Il gruppone di biker è invece festoso, musica raggae e pennelli, colori, qualche parrucca e ovviamente tante bici. E’ una festa, una dimostrazione di libertà e solo qualcuno si fa scivere “no oil” o “vegan power” sulla pelle. Per lo più sono solo colori e gente che protesta con il sorriso. i maliziosi sono in comune, non su due ruote.
Gli altri scatti su flickr: http://www.flickr.com/photos/me9ki/
una piccola lezione
scalare per me è un po condividere. emozioni, gioie, paure e spesso insucessi. Così questa volta non c’è una cronaca di un passaggio risolto o di un qualche cantiere portato a termine ma solo la consapevolezza che c’è tanto lavoro da fare. Mi sono trovato spesso fuori equilibrio e a sprecare energia inutilmente oggi risultando poco efficace dove non serviva stringere ma solo sapersi mettere bene trovando il giusto equilibrio. E’ strano ma nonostante non abbia concluso niente e con il morale un po sotto i tacchi appena salito in macchina ero contento della giornata appena terminata che quasi sono soddisfatto senza motivo. Non so ancora come posso lavorare per migliorare ma ho capito quello che mi manca per fare ciò che non riesco: mi manca un po di pompa ma sopratutto lo stimolo … quel qualcosa che ti rende senza peso mentre fai un movimento, il capire subito come è meglio per me impostare un passaggio. Lavorerò su questo aspetto condividendo la mia difficoltà con chi è più bravo di me
